LEZIONI DI ARRANGIMENTO - vari modi di disporre le voci

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LEZIONI DI ARRANGIAMENTO – vari modi di disporre le voci

LEZIONI DI ARRANGIAMENTO - vari modi di disporre le voci. Prima di cominciare è necessaria una piccola premessa, rispetto ad alcuni errori che incontrerai. Infatti, considerando l'altezza del tema di Giant Steps, la soluzione migliore è quella che ho utilizzato, che però ci dà qualche noia dal punto di vista dell'estensione dei sassofoni, ed in alcuni casi abbiamo delle note che non sono comprese nell'estensione degli stessi.

Volendo si potrebbe trasportare questa armonizzazione un'ottava sotto, ma in quel registro così basso il tema avrebbe avuto un suono brutto e pasticciato. Altra possibilità era quella di trasportare il tema una quinta o una quarta sotto ma alla fine ho preferito lasciarlo così, poiché mi sembra, al di là degli "errori" la soluzione migliore. Nel corso della lezione tali errori saranno segnalati e spiegati. Buon lavoro!

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La decisione di trattare ancora la tecnica dell'armonizzazione nasce dalla necessità, a mio modo di vedere, di approfondire un argomento tanto bello quanto delicato e fondamentale per arrangiare sezioni di fiati ed in modo particolare di sassofoni. Non ci dimentichiamo che i sassofoni nell'arrangiamento, almeno in quello di tipo tradizionale, vengono armonizzati quasi sempre per sezione, quindi più si è bravi in questa tecnica e meglio riusciranno i nostri lavori. La prima disposizione (chiusa) è quella trattata nella lezione precedente ed è probabilmente la più bella, funzionale ed efficace tra i vari modi di armonizzare, ma non è l'unica. Gli altri modi di disporre le voci (senza allargare troppo i voicings) sono i seguenti:

  1. disposizione stretta (*) : chiusa
  2. disposizione semi-lata : semi-aperta
  3. disposizione lata : aperta
  4. disposizione strettissima

(*): questa è la disposizione trattata nella lezione armonizzazione a cinque voci, quindi rimando per approfondimenti e ripasso alla lezione precedente.

Come brano da armonizzare per questa lezione ho scelto un vero pezzo di storia del jazz: Giant steps di John Coltrane, brano di cui riporto a seguito lo schema armonico. Ma prima di tutto è fondamentale ascoltare Giant steps.

(*): questa è la disposizione trattata nella lezione armonizzazione a cinque voci, quindi rimando alla lezione precedente.

Gli accordi di Giant Steps

disposizione stretta (chiusa)

Questa tecnica è stata adoperata frequentemente un po' da tutti gli arrangiatori del periodo swing, è probabilmente la più efficace e funzionale, almeno in un certo stile di arrangiamento. In questa armonizzazione, come si evince chiaramente dall'esempio che segue (vedi anche lezione precedente) il baritono suona sempre la nota del primo alto all'ottava inferiore. Diciamo che si adatta benissimo ai tempi medium, ottima in situazioni di special o parti tematiche.


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Il primo esercizio di questa lezione è anche una sorta di ripasso della lezione precedente. Ti invito a trascrivere sui cinque pentagrammi (in DO) l'armonizzazione in posizione stretta. Ho predisposto un pdf già avviato per il lavoro.

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Tornando al discorso degli errori, eccone uno; cerchiato in rosso. Quel SIb è una nota che il sax baritono non può suonare, però è fondamentale alla nostra armonizzazione; per farla stare in un'ottava. Per tanto ho deciso di lasciarla (assegnandola ad un terzo tenore); eventualmente si volesse far suonare questo arrangiamento ad una sezione si può tranquillamente farlo suonare ad un terzo tenore oppure al baritono l'ottava sotto. Dal punto di vista dello studio è bene lasciarla così, poiché rispetta la regola dell'ottava.

disposizione semi lata (semi-aperta)

Questa tecnica nasce dall'armonizzazione precedente e serve ad aprire leggermente la sezione. Infatti in questa armonizzazione, come si evince dall'esempio, la seconda voce del blocco a partire dall'alto è sistematicamente trasposta all'ottava inferiore. Nell'assegnazione delle voci ne consegue che il baritono suonerà la voce più bassa, e gli altri sax andranno a scalare. Così facendo si conferisce maggiore corposità ed autonomia a tutto il blocco sonoro, inoltre si attenua qualche dissonanza.

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In pratica questa armonizzazione non è altro che un drop 2 (il discorso sui drop sarà affrontato ampiamente in una lezione a parte), ovvero abbiamo preso la seconda nota a partire dall'alto (seconda nota più acuta) e l'abbiamo trasportata all'ottava inferiore. Questa semplice tecnica, in realtà molto usata, ci è servita a dilatare l'ottava in cui si trovava la nostra sezione. Ti invito a trascrivere sui cinque pentagrammi (in DO) l'armonizzazione in posizione semi aperta. Ho predisposto un pdf già avviato per il lavoro.

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disposizione lata (aperta)

La disposizione lata è un'altra possibilità che abbiamo per disporre le voci in modo ancora più largo, quindi in posizione più aperta rispetto alle precedenti. Questa soluzione conferisce ancora maggiore corposità alla sezione e può essere adoperata nelle ballads per due motivi:

  • sonorità drammatica e profonda
  • possibilità di piccoli ma significativi movimenti di voci all'interno della sezione.

Questo tipo di armonizzazione è sconsigliata nei brani veloci, proprio per la sua corposità si rischia di appesantire le linee melodiche e di impastare troppo l'armonia. Inoltre essendo così aperta, il suono della sezione, che nei brani veloci dev'essere il più compatto possibile, perde di forza e di significato.

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Ti invito a trascrivere sui cinque pentagrammi (in DO) l'armonizzazione in posizione semi aperta. Ho predisposto un pdf già avviato per il lavoro.

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disposizione strettissima

Questa armonizzazione, al contrario della precedente, è poco adatta ad essere utilizzata nei brani lenti, innanzi tutto per l'estrema vicinanza delle voci che crea dissonanze. Questa armonizzazione ricorda molto il cluster (tipico effetto usato molto dai pianisti jazz del periodo hard bop). A differenza delle due precedenti armonizzazioni (semi lata e lata), entrambe derivate dalla prima, in questa armonizzazione si farà in modo che le cinque voci siano racchiuse in un intervallo non più di ottava, bensì di:

  • sesta maggiore
  • sesta minore (rara)
  • settima minore
  • settima maggiore (occasionale)

Questa armonizzazione presenta delle difficoltà anche di natura esecutiva. Infatti per un sassofonista non è certo agevole suonare a distanza di tono o di semitono con l'altro sassofonista che gli è accanto in sezione. Naturalmente per armonizzare useremo il più possibile le note comprese nell'armonia dell'accordo; del resto già una posizione così stretta crea di per sé molta tensione. E' bene fare un uso consapevole di tale armonizzazione. E' ottima anche come effetto però può stancare all'ascolto.

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Anche in questa armonizzazione abbiamo dei "problemi" di estensione per il baritono, per tanto ho assegnato la voce più bassa al terzo tenore. Ti invito a trascrivere sui cinque pentagrammi (in DO) l'armonizzazione in posizione semi aperta. Ho predisposto un pdf già avviato per il lavoro.

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Per concludere il lavoro su questa lezione è opportuna una verifica. Il lavoro che suggerisco di fare consiste nello scrivere un arrangiamento nel quale tu possa alternare le varie disposizioni che ho illustrato nella lezione. Per questo ultimo lavoro della lezione suggerisco il brano Cherokee (Ray Noble) del quale ti invito ad ascoltare questa versione eseguita dalla big band di Harry James e Buddy Rich. Ti invito a notare come i sassofoni eseguono la prima parte del tema all'ottava, solo sul finire dell'a seconda A il tema inizia ad essere armonizzato.

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  CHEROKEE (664,7 KiB, 1 hits)

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Come sempre attraverso i commenti sarà possibile correggere i vostri lavori, fare domande, chiedere ulteriori chiarimenti sulle lezioni, confrontarsi ecc.

Ti è piaciuto l'articolo? Hai trovato interessante la lezione? Mi piacerebbe conoscere la tua opinione in merito a questa lezione di arrangiamento. Per favore, lascia un commento. Il tuo feedback è importante e dà senso al mio impegno.

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