LE NOTE MUSICALI - altezza dei suoni, note, figure e pause

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LE NOTE MUSICALI – altezza dei suoni, note, figure e pause

LE NOTE MUSICALI - altezza dei suoni, note, figure e pause

Le note musicali universalmente riconosciute sono 7. Esse si scrivono sul pentagramma sotto forma di figure musicali, che ne determinano il valore (durata), ad ognuna delle quali corrisponde una pausa.

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le note

Le note musicali sono: DO RE MI FA SOL LA SI. Esse hanno avuto origine dall'inno che lo storico e poeta Paolo Diacono dedicò a San Giovanni. Fu Guido D'Arezzo a prendere le iniziali dei versi di quest'inno e dare il nome alle note:

« Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte Iohannes »

Come si evince dalle lettere segnate in rosso le note che vennero fuori da questo lavoro di Guido D'Arezzo furono: UT RE MI FA SOL LA SI (quest'ultima formata dalle iniziali del nome di San Giovanni, in lingua latina). In seguito la sillaba UT fu sostituita con DO. L'artefice di questa sostituzione fu erroneamente identificato in Giovanni Battista Doni, il quale nel XVII secolo avrebbe a questo scopo impiegato la prima sillaba del proprio cognome; in realtà l'uso della sillaba DO fu attestato già nel 1536 (dunque molto prima della nascita di Doni) in un testo di Pietro Aretino.

altezza dei suoni

Le note sul pentagramma si dividono in note sulle linee e note negli spazi, si scrivono in questo modo:

le figure e le pause

Le figure musicali sono i simboli grafici che si utilizzano per rappresentare le note sul pentagramma, esse servono a determinare il valore (durata) dei suoni. Le figure musicali più conosciute ed utilizzate sono 7, ma non sono le uniche; rispetto a quelle principali ne esistono altre sia di maggiore che di minor valore.

Come accennato precedentemente, ad ogni figura musicale corrisponde una pausa che ha lo stesso valore della figura cui si riferisce. Ad esempio, la pausa di croma vale 1/8 ovvero quanto una croma. Le pause sono figure di silenzio, questo significa che quando le troviamo nello spartito che stiamo suonando, bisogna fare un silenzio (musicale) che durerà il tempo della pausa. Si possono avere anche più pause concatenate e di lunga durata.

Per quanto riguarda i valori delle figure, e quindi delle pause, si prende come riferimento il tempo 4/4 all'interno del quale la semibreve viene considerata intero, la semiminima viene considerata metà e così via. Nell'esempio sottostante è raffigurato il classico schema che raffigura come vengono suddivisi i valori delle figure musicali; vale lo stesso principio per le pause.

Spesso, specialmente all'inizio dei propri studi musicali, si tende ad "ignorare" completamente le pause. Ciò rende impossibile la comprensione del discorso musicale, che tradotto vuol dire che non si riesce a capire cosa stiamo suonando.

Il prossimo esempio aiuterà a comprendere meglio di cosa stiamo parlando. Tutti conoscono la canzone "nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno. Subito dopo il primo inciso melodico "vooolaare..." prima de famoso "ooo oh" c'è un silenzio della melodia ovvero la voce non canta: si tratta di una lunga pausa, per dovere di precisione si tratta di più pause concatenate. Prima del successivo inciso "caaaantaare..." c'è un'altra pausa ancora più lunga e poi ancora un pausa prima di "oh oh oh oh" ecc. ecc.

Per capire quanto sono importanti le pause e la loro applicazione basta provare a cantare "nel blu dipinto di blu" senza pause...risulterà incomprensibile!

Vuoi provare ad esercitarti? Stampa il foglio che vedi e completa le misure aggiungendo i valori che mancano, puoi aggiungere sia figure che pause.

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E' possibile ripassare questa lezione sotto forma di mappa concettuale, nel video sottostante, buona visione.

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