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LE SCALE – cinque buoni motivi per studiarle

LE SCALE – cinque buoni motivi per studiarleLE SCALE - cinque buoni motivi per studiarle

Lo studio delle scale, inteso come studio delle scale tradizionali, è un passaggio cruciale nella didattica del pianoforte, e più in generale nella didattica strumentale.

Al fine di raggiungere un adeguato apprendimento dei concetti esplicati in questa lezione, suggerisco di ripassare LA SCALA MUSICALE, tale ripasso faciliterà la comprensione di molti aspetti che verranno affrontati più avanti. Le scale sono un argomento fondamentale ed imprescindibile, in tutte le fasi dello studio del pianoforte ed in tutte le tipologie di scale (moto retto, moto contrario, terze, seste, doppie terze, doppie seste), per tre buoni motivi:

  • sono un toccasana dal punto di vista tecnico
  • dal punto di vista teorico sono organizzat come il circolo delle quinte
  • l'applicazione a brani di repertorio è all'ordine del giorno

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Già dopo pochi mesi dall’inizio dello studio del pianoforte è opportuno intraprendere lo studio delle scale, con la dovuta attenzione da parte del maestro; i bambini fino ai 10 anni (scuola elementare) possono limitarsi allo studio delle scale per una sola ottava. A partire dalla prima media, tenuto conto anche dello sviluppo psicofisico e quindi anche delle mani, sarà bene cominciare a praticare le scale nell’estensione di quattro ottave.

Nel percorso di studi pianistico, le scale non sempre sono gradite dagli allievi, un po’ per l’oggettiva difficoltà che esse presentano all’inizio poiché, le diteggiature, il meccanismo delle girate delle due mani e le note che cambiano di scala in scala, rappresentano importanti ostacoli da superare/metabolizzare.

Inoltre molto spesso a queste difficoltà oggettive si aggiunge il fatto che non sempre viene spiegata l'utilità delle scale, sia dal punto di vista teorico che pratico e soprattutto la necessità di studiarle tutte e nelle diverse tipologie (maggiori, minori ecc.). Da insegnante di pianoforte mi riferisco naturalmente ai pianisti ma credo che il discorso si possa estendere un po' a tutti gli strumenti.

In questa lezione, attraverso numerosi esempi cercherò di fornire importanti delucidazioni e motivazioni in merito all'importanza ed alla necessità di studiare le scale, di studiarle bene! In fondo esse non sono altro che un meccanismo molto importante sia per le mani che per la mente del pianista.

Mi piace definirle le “tabelline del pianista” da conoscere alla perfezione!

#1- un cliché frequente nella letteratura pianistica

La letteratura pianistica, a partire dalle più semplici composizioni di Bach piuttosto che di Clementi o Beethoven, fino ad arrivare a brani complessi ed impegnativi di autori come Chopin, Beethoven, Liszt, Schubert e chi più ne ha più ne metta, è piena zeppa di scale e/o frammenti di esse che arricchiscono continuamente il discorso musicale con fraseggi, passaggi virtuosistici, arpeggi, frammenti melodici ed altro ancora. Riporterò a seguire una serie di esempi di scale che noi pianisti troviamo lungo il nostro cammino...

Questo primo esempio si riferisce al primo tempo della sonata K. 545 di W.A. Mozart. Conosciuta anche come Sonata Facile, una delle più conosciute del grande prodigio austriaco.

Nel secondo e terzo rigo è evidente un susseguirsi di scale ascendenti/discendenti che potremmo definire modali visto che nella tonalità di DO maggiore le scale partono ed arrivano su altre note.

Queste scale, che poi ritornano più avanti nel primo tempo della sonata, costituiscono a tutti gli effetti una parte tematica del brano.

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Il secondo esempio si riferisce al primo tempo della sonatina Op. 36 n. 3 del compositore italiano Muzio Clementi (conosciuto anche come il padre del pianoforte).

Ho evidenziato già nelle prime battute una scala di DO maggiore scritta in una ottava. Alla fine del quarto rigo si possono notare due scale di SOL maggiore (FA# in chiave).

Tutte queste scale, inclusa la quarta misura del terzo rigo in cui troviamo frammenti di scale, sono parte integrante del disegno tematico del brano.

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Il terzo esempio è tratto dal terzo tempo dalla Sonata Op. 13 di L.V. Beethoven, meglio conosciuta col nome di Patetica.

La scala discendente di terzine (che conclude con una quintina) è una scala minore armonica di DO, che chiude un periodo del brano e che si ripete successivamente.

Alla fine della pagina altre due scale discendenti, in questo caso si tratta della scala di DO minore melodica.

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Nel quarto esempio abbiamo la prima pagina del terzo tempo meraviglioso Concerto Italiano di J.S. Bach.

Il brano parte subito con una scala di FA maggiore eseguita dalla mano destra che si conclude sul V grado. In risposta a questa scala parte quella delle mano sinistra, sempre in FA maggiore.

Lo stesso disegno melodico si ripete sul terzo rigo e tornerà più avanti nel brano, anche in altre tonalità; sia maggiori che minori.

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Il quinto esempio è dedicato ad un brano anch'esso molto conosciuto dai pianisti: Improvviso n. 2 Op. 90 di F. Schubert, in MIb maggiore.

Questo particolare brano è basato quasi interamente su scale ascendenti e discendenti che si susseguono. In prevalenza la scala utilizzata è MIb maggiore ma non solo.

Ho evidenziato in rosso la parte in MIb (che la fa da padrone) mentre col colore giallo ho evidenziato dei passaggi cromatici. Entrambi i disegni sono parte integrante e rilevante del tema del brano.

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In questo sesto esempio possiamo osservare la prima pagina dello studio Op. 25 n. 6 di F. Chopin.

Nei due passaggi evidenziati si possono notare chiaramente due scale cromatiche di terza che coprono quasi l'estensione di due ottave.

Questi fraseggi (per la sola mano destra) ritornano frequentemente in questo studio di Chopin e ne costituiscono parte tematica.

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Nel settimo esempio osserviamo la prima pagina dello studio Op. 25 n. 8 di F. Chopin.

Nei due passaggi evidenziati si possono notare chiaramente due scale cromatiche di sesta che coprono l'estensione di una ottava.

Questi fraseggi (per la sola mano destra) ritornano successivamente in questo studio di Chopin e ne costituiscono parte tematica.

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Nell'ottavo ed ultimo esempio abbiamo la quarta pagina del IV studio trascendentale di F. Liszt conosciuto anche con nome Mazeppa.

Nel passaggio evidenziato invito a notare la lunga successione di ottave su una scala di RE minore.

Questi fraseggi (per la sola mano destra) ritornano successivamente in questo studio di Liszt e ne costituiscono parte tematica.

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#2 - un ottimo esercizio di tecnica

Il raggiungimento di una buona e solida tecnica pianistica, rappresenta il chiodo fisso di ogni bravo pianista, che però dovrebbe tenere sempre a mente che una buona tecnica è "soltanto" il punto di partenza e non il punto di arrivo della vita artistica di un pianista. Nella musica bisogna ricercare ben altro!

In ogni caso la tecnica resta pur sempre lo strumento senza il quale è impossibile eseguire correttamente brani pianistici di vari livelli di difficoltà. Lo studio dalle scale è un’ottimo esercizio di tecnica, imprescindibile direi, poiché ne affronta alcuni degli aspetti più importanti che approfondirò separatamente nei paragrafi successivi.

Passaggio del pollice (sul terzo e quarto dito)

Quando si inizia a studiare il pianoforte, per diversi mesi (poi dipende sempre da allievo ad allievo) gli esercizi si basano sulla posizione delle cinque dita, ovvero non si procede oltre cinque suoni congiunti l'uno all'altro, poiché la mano è piccola e prima di poter estendere il proprio campo di azione verso note più lontane, ha bisogno di consolidare bene tale tecnica sulla posizione di cui sopra; i testi dedicati alla tecnica delle cinque dita sono strutturati quasi sempre in tonalità di DO maggiore, quindi solo tasti bianchi.

Il secondo step è quello del cambio di posizione ovvero sempre su cinque dita ma cambiando la nota di partenza sulla tastiera del pianoforte; il MIKROKOSMOS di Bartok affronta molto bene questo aspetto con esercizi progressivi.

Successivamente si passa allo studio dei salti tra le dita; di terza, sesta ecc... Una volta acquisita una certa sicurezza sulle cinque dita e sui salti tra le note, si comincerà lo studio del passaggio del pollice. Come si vede bene in foto, questo passaggio consente alla mano di poter girare sulla tastiera attraverso il passaggio del pollice sotto il dito (mai al di sopra). I principali passaggi del pollice riguardano il terzo ed il quarto dito, raramente si applica il passaggio del pollice sul quinto dito, abbastanza frequente (non nelle scale) il passaggio applicato al secondo dito.

La pratica delle scale ci consentirà quindi di imparare a girare le mani molto velocemente sulla tastiera, anche le due mani contemporaneamente.

Gradi congiunti (articolazione e uguaglianza delle dita)

I gradi congiunti rappresentano la più naturale successione di suoni sulla tastiera, in cui le note del pianoforte vengono suonate in successione di gradi (seguendo la scala di riferimento). La successione dei soli tasti bianchi in musica corrisponde alla scala di DO maggiore (partendo dal DO) ed è una successione di toni e semitoni; argomento che suggerisco di studiare o di ripassare.

La scala musicale è una successione di gradi che vengono suonati in maniera sequenziale, ovvero procedendo per grado congiunto. Questa pratica, svolta in maniera corretta e frequente su tutte le scale, sviluppa l’articolazione delle dita e l’uguaglianza dei suoni; nella dinamica e nella durata.

Doppie terze e doppie seste

Le scale in doppie terze doppie seste sono a volte -purtroppo- trascurate da allievi ed insegnanti, se non finalizzate esclusivamente al conseguimento di un esame o all'esecuzione di un determinato brano in cui si trovano. Si tratta invece, secondo me, di un vero e proprio toccasana dal punto di vista tecnico; un “esercizio” che oltre a potenziare la capacità percussiva delle dita, aumenta la resistenza della mano e del braccio, trattandosi di un esercizio tecnico piuttosto robusto.

Una volta ero in un’aula di conservatorio a studiare ed un maestro entrando mi ascoltò mentre mi esercitavo su scale in doppie terze e seste per moto contrario. Mi guardò e mi disse: “bravo, però se fai le scale in doppie terze e doppie seste, sei maniacale”.

Non dimenticherò mai quell’incontro e non capirò mai quelle parole. Cosa c’è di maniacale nello studio delle scale in doppie terze e seste? È chiaro che si tratta di uno studio faticoso per le mani, le braccia e le dita, ma straordinariamente efficace ed utile ad irrobustirle.

Ovviamente non sono scale adatte a tutti gli allievi, bisogna partire con lo studio di queste scale da un certo livello in poi; un bravo maestro saprà senz’altro qual è il momento giusto. Anche l’utilizzo di queste scale nella letteratura pianistica è tutt’altro che raro (vedi esempi paragrafo #1).

Spesso mi è capitato di sentir dire che le scale in doppie terze e doppie seste non servono, se non per uno studio mirato ad un brano in particolare. Sicuramente sono un po’ più faticose, come tanti altri esercizi direi, ma si sa che il “lavoro duro” paga! Personalmente ho studiato e continuo a studiare queste scale, male non credo mi abbiano fatto.

La scala cromatica (studio tecnico dei cromatismi)

La successione di tutti i suoni della tastiera (tasti bianchi e tasti neri) forma la scala cromatica. È importante capire che c’e una netta differenza tra la successione di semitoni e la successione di gradi congiunti.

  • scala cromatica (successione di semitoni): esecuzione di tutte le note. Se immaginiamo la tastiera del pianoforte, devono intendersi tutti i tasti sia bianchi che neri
  • scala diatonia (successione ordinata di toni e semitoni): successione per gradi congiunti, toni e semitoni ordinati in un modo preciso a seconda della scala (maggiore o minore) che si sta suonando

Ricordo di un seminario con il grande pianista jazz Enrico Pieranunzi, il quale parlando dell’infinito mondo della scale da poter utilizzare nell’improvvisazione jazzistica ad un certo punto disse: “non è poi così importante conoscere tante scale, ne basta una soltanto, la scala cromatica”.

Studio delle ottave

Le ottave nella pratica pianistica sono spesso utilizzate e, naturalmente, in molti casi proprio sotto forma di scala, sia diatonica che cromatica. I libri di scale solitamente non riportano le scale per ottave ma sarebbe buona pratica esercitarsi un po' in tutte le tonalità, suonando le scale procedendo per ottave, nel modo seguente:

  • diteggiatura 1- 4 (tutto staccato)
  • diteggiatura 1- 5 (tutto staccato)
  • diteggiatura alternata 1- 4 / 1-5 (per ottenere il legato)

#3 - il miglior modo per imparare la tonalità

Circolo delle quinte

Il circolo delle quinte, che ripassarlo non fa mai male, è uno degli argomenti di teoria più importanti. Esso rappresenta la base per lo studio e la comprensione dell’armonia. Si tratta di un argomento innanzi tutto di tipo teorico ma lo studio delle scale segue l’ordine delle tonalità e quindi il circolo delle quinte. Ciò fa si che mentre studiamo le scale da un punto di vista tecnico/pianistico le impariamo anche da un punto di vista teorico; attraverso la costruzione della scala (disposizione toni e semitoni), tonalità maggiori e relative minori, successione dei gradi ed in particolare l’ordine della tonalità e l'incremento delle alterazioni in chiave che ne costituiscono l’impianto tonale.

Costruzione degli accordi

Si sa che gli accordi si costruiscono seguendo regole precise. Un'adeguata conoscenza delle tonalità e delle scale favorisce la capacità di formare gli accordi in maniera corretta e con rapidità. Infatti se per esempio abbiamo chiaro in mente che la scala di RE maggiore ha due alterazioni in chiave (FA# - DO#) e sappiamo altresì che l'accordo maggiore si forma a partire dal primo grado della scale (quindi RE) e dalla sovrapposizione del terzo e quinto grado della scala (quindi FA# - LA) il gioco è fatto. L'esempio aiuterà a capire meglio.

Allo stesso modo si procederà alla costruzione di altri accordi. Per ripassare la costruzione degli accordi di triade, settima ecc. ti suggerisco le mie lezioni che trovi nella pagina didattica in questo Blog.

#4 - costruzione melodica tonale

Prendiamo un qualsiasi brano di musica tonale, cerchiamo i frammenti melodici principali. Molti di questi frammenti melodico/tematici sono formati da frammenti di scale; ascendenti o discendenti. Ho scelto quattro brani tratti dal libro di Anna Magdalena di J.S. Bach. Ho cerchiato in blu una serie di frammenti tematici interessanti.

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#5 - utilizzo in ogni genere musicale

Dalla musica barocca al jazz, dal blues alla musica classica, dal pop alla musica romantica, dall’improvvisazione jazz alla musica sacra, la scale e/o frammenti di essa sono presenti in tutta la musica, in tutte le melodie, ecc. ecc. Oltre alle scale tradizionali esistono altre scale, penso in particolare alle scale modali ed alle scale utilizzate nel jazz (scale esatonali, scale bebop, scale diminuite ecc.) che ovviamente sono legate a generi musicali come il jazz, e si studiano in una fase di specializzazione professionale specifica.

Naturalmente esistono libri che affrontano tali scale ma non mi sento di consigliarne nessuno per una serie di motivi. Innanzi tutto perché dal punto di vista tecnico esse non presentano differenze sostanziali rispetto alle scale tradizionali; semmai ne sono una variante.

Se si è in possesso di una buona tecnica nel passaggio del pollice, nell'articolazione ed uguaglianza delle dita, e soprattutto se si conoscono bene tutte le scale dal punto di vista teorico (circolo delle quinte) non si avrà alcuna difficoltà a trovare le note della scala esatonale, piuttosto che della scala diminuita oppure bebop o le scale modali ecc.; fermo restando che se ne conosca bene la costruzione.

Metodo di studio

Più che suggerire come studiare le scale, sarebbe opportuno dire quanto studiarle, e la risposta è ovviamente tanto. Superata la prima fase di lettura (abbastanza semplice) delle scale, suggerisco prima la lettura delle sole scale maggiori e poi delle relative minori, bisogna lavorare sulla velocità delle stesse. E' importante portarle ad una velocità tecnica adeguata al proprio livello di studio ed alle proprie capacità tecniche; al fine di potenziarle.

Per quanto riguarda il quando cominciare a studiare le scale, bisogna iniziare subito! Già dopo pochi mesi di studio, una volta acquisita una certa sicurezza sulle cinque dita, anche se le mani degli alunni sono piccine. Per i bambini (diciamo fino alla V elementare) si potrà lavorare bene sulle scale ad una sola ottava (prima a mani separate poi a mani unite) in tutte le tonalità maggiori e minori, limitandosi al moto retto.

Dalla prima media (10/11 anni) il mio suggerimento è di partire direttamente con lo studio delle scale nell'estensione di quattro ottave, anche se non si è mai studiato il pianoforte. Questo per almeno due motivi:

  • il corpo e le mani sono abbastanza grandi per poter eseguire le scale a quattro ottave
  • la mente è sufficientemente pronta a capirle

Naturalmente si tratta di indicazioni generali e da non seguire alla lettera, ma bisogna sempre valutare se l'allievo è pronto. Poi ci sono i talenti e i  prodigi.....ma quella è un'altra storia.

Testo consigliato

I testi che trattano la studio delle scale sono innumerevoli ma attenzione a scegliere quello giusto poiché l’utilizzo di un testo non adeguato può creare piccole lacune ed uno studio non corretto (pratica), non favorendo la giusta acquisizione delle girate, delle alterazioni e della suddivisione ritmica, del circolo delle quinte. L’unico testo che mi sento di consigliare è LE SCALE di Renzo Silvestri. Il testo è diviso in due volumi:

  • VOLUME I - tutte le scale per moto retto, contrario, terze, seste, scale omologhe, scala cromatica
  • VOLUME II - tutte le scale per doppie terze e doppie seste, per moto retto e contrario, scale omologhe, scala cromatica

Trovo questo testo validissimo per i seguenti motivi:

  • le scale sono ordinate seguendo il circolo delle quinte
  • tutte le scale sono scritte con estrema chiarezza
  • le note della scale vengono suddivise di quattro in quattro ovvero sotto forma di semicrome (per le scale semplici) e crome (per le scale in doppie terze e doppie seste)
  • le diteggiature sono ottimali, inoltre per alcune scale viene proposta una diteggiatura alternativa

Ecco come si presenta il volume I di Silvestri nella prima pagina. Sullo spartito viene riportata soltanto una scala (riferita alla mano sinistra m.s.) mentre la mano destra esegue la scala all'ottava superiore.

Per quanto riguarda la diteggiatura, i numeri riportati sotto le note (all'inizio) si riferiscono alla mano sinistra mentre quelli scritti sopra le note si riferiscono alla mano destra.

Le note della scala sono scritte sotto forma di semicrome e raggruppate in gruppi di quattro. Questa impostazione continua ovviamente anche per le scale per moto contrario, terze e seste. Il testo include anche le scale omologhe e la scala cromatica.


Il volume II di Silvestri è dedicato alle scale in doppie terze e doppie seste per moto retto e moto contrario.

Come si vede dalle pagine allegate, la scala (riportata in fondo alla pagina) è preceduta da una serie di esercizi preparatori molto importanti che sarebbe bene praticare come suggerito dall'autore.

Le scale sono sapientemente diteggiate ed anche in questo testo, in alcuni passaggi, si offre la possibilità di una doppia diteggiatura.

Come per il primo volume, i numeri riportati sotto le note (all'inizio) si riferiscono alla mano sinistra mentre quelli scritti sopra le note si riferiscono alla mano destra.

Le scale in doppie terze e in doppie seste sono scritte sotto forma di crome.  Mentre le prime si estendono su quattro ottave come le scale semplici, le seconde sono riportate su due ottave.

Il testo include anche le scale omologhe e la scala cromatica; in doppie terze e doppie seste per moto retto e moto contrario. Non smetterò mai di esaltare il valore di questi due testi, a mio modo di vedere i testi più completi e meglio ben costruiti per lo studio delle scale tradizionali.

Conclusioni

Voglio concludere questa lezione sottolineando ancora una volta che lo studio delle scale è importantissimo. Mi auguro che questa lezione ti sia stata utile, soprattutto per capire la necessità di studiare le scale. Se vuoi condividere il tuo pensiero con me oppure hai delle domande da pormi, scrivile pure nei commenti. Grazie e buon lavoro 😉

 

 

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